L’esercizio terapeutico, volto a ridurre la progressione del piede diabetico, è inserito nelle linee guida dell’IWGDF. Questo studio ne valuta l’efficacia sul campo.
Le variazioni glicemiche nel sangue tipiche di un diabete mal compensato possono, nel tempo, portare danno ai nervi periferici, condizione nota come neuropatia diabetica. Ecco, quindi, che il paziente perde sensibilità alle estremità del corpo, in particolare agli arti inferiori e ai piedi, arrivando a non percepire più lo stimolo doloroso.
Come diretta conseguenza di questa situazione, il soggetto tende a ferirsi più facilmente il piede, vuoi per scarpe troppo scomode, vuoi per sassolini o altri oggetti scontrati sul terreno. Per arrivare al piede diabetico, però, serve un altro ingrediente, ovvero la vasculopatia diabetica, che porta a una riduzione di flusso sanguineo alle estremità, riducendo la capacità del corpo di guarire la lesione.
Si formano così delle vere e proprie piaghe che, se non trattate bene, sono tra le prime cause di amputazione minore di arto inferiore. Inoltre, il piede diabetico si associa a costi sanitari, diretti e indiretti, elevatissimi, stimati globalmente in 745 miliardi di dollari entro il 2030.
Per prevenire questa condizione i pazienti diabetici dovrebbero essere visitati regolarmente e classificati in base al rischio di sviluppare piede diabetico, così da poterlo intercettare prima che si verifichino lesioni. Il percorso terapeutico consiste poi in scarpe e plantari ad hoc, uniti a una buona igiene personale e attenzione alle estremità.
Di recente la rivista “Scientific Reports” ha pubblicato uno studio brasiliano che presenta un programma di esercizi somministrato online che si è mostrato particolarmente utile per il piede diabetico. L’esercizio terapeutico è tra i suggerimenti forniti dalle linee guida dell’International Working Group on the Diabetic Foot (IWGDF).
Le due tipologie di intervento
Lo studio è randomizzato e include 62 partecipanti con piede diabetico, divisi in due gruppi: uno seguito con un software di allenamento del piede e della caviglia gestito online, (SOPeD) e l’altro gestito con un iter convenzionale, fatto di suggerimenti medici, interventi farmacologici ed educazione sanitaria.
Nel gruppo di studio, oltre agli interventi convenzionali, sono state prescritte 12 settimane di allenamento, con 3 sessioni settimanali da 20-30 minuti incentrate su esercizi di stretching e di rinforzo muscolare per i muscoli intrinseci ed estrinseci.
L’intensità e la complessità dell’allenamento sono stati decisi dal team riabilitativo in base alle caratteristiche del paziente. Il software utilizzato prevede anche componenti di gamification per favorire l’aderenza terapeutica e stimolare il paziente a sviluppare una propria routine quotidiana da conservare anche alla fine della sperimentazione.
I pazienti non sono stati lasciati soli in questo percorso, ma seguiti da remoto da un fisioterapista che ha registrato anche gli accessi al software e la frequenza di allenamento. Infine, i pazienti sono stati contattati 1 volta la settimana via telefono. La valutazione del percorso è avvenuta a 12 settimane e a 24, prevedendo ulteriori 12 settimane di follow-up.
SOPeD risulta efficace quasi per tutti gli score presi in considerazione.
Gli strumenti utilizzati per valutare l’efficacia dei due tipi di intervento sono la severità e i sintomi della neuropatia periferica, il dolore e la funzione del piede e gli anni di vita aggiustati per la qualità (QALYs).
Dai risultati ottenuti dal team, sembrerebbe che gli esercizi a distanza condotti con il software SOPeD portino miglioramenti maggiori a funzionalità e dolore del piede rispetto al trattamento convenzionale. Di fatto, nel periodo di studio, nessuno dei partecipanti al gruppo di lavoro ha sviluppato lesioni al piede. Gli autori hanno voluto condurre anche una valutazione economica generale e una di rapporto costi/benefici. Nel primo caso, si sottolinea che entrambi i percorsi terapeutici hanno un costo simile.
Per quanto riguarda il programma di esercizi, si osserva un’alta probabilità di ottenere esiti positivi per la neuropatia periferica, sia a livello di sintomi (77,6%) che di severità (90,7%), per il dolore al piede (98,7%) e per la funzionalità del piede (82,5%). Non ci sono invece evidenze che vi sia un impatto positivo sulla QALYs. Questi primi risultati positivi stimolano a ulteriori ricerche.
Lo studio: Cruvinel-Júnior, R.H., Ferreira, J.S.S.P., Veríssimo, J.L. et al. Affordable web-based foot–ankle exercise program proves effective for diabetic foot care in a randomized controlled trial with economic evaluation. Sci Rep 14, 16094 (2024). https://doi.org/10.1038/s41598-024-67176-6